In Italia, l’uso personale di sostanze stupefacenti non è considerato reato. Tuttavia, questo non significa che sia un comportamento legale: si tratta, invece, di un illecito amministrativo.
Chi viene sorpreso a fare uso personale di droghe non è soggetto a responsabilità penale, ma può comunque subire sanzioni amministrative, come: – la sospensione della patente – il ritiro del passaporto o della carta d’identità valida per l’espatrio – l’obbligo di partecipare a programmi terapeutici o socio-riabilitativi
È fondamentale distinguere tra uso personale e detenzione ai fini di spaccio, poiché le conseguenze giuridiche sono molto diverse.
Quando si parla di spaccio e quando di uso personale?
La linea di confine che separa l’uso personale dallo spaccio di sostanze stupefacenti è definita dalla legge anche se, in pratica, può essere sottile.
Si parla di spaccio, in genere, quando: – la quantità posseduta supera i limiti stabiliti dalla legge; – vengono rinvenuti oggetti come bilancini di precisione, bustine, contanti; – ci sono altri indizi di attività di cessione o organizzazione.
Peraltro, anche quando viene superata la soglia legale, è possibile provare che si tratta di uso personale, soprattutto se: – la persona è un consumatore abituale; – non vi sono elementi che indichino la vendita o la distribuzione della sostanza.
Cosa si rischia per spaccio di droga?
Il reato di spaccio di sostanze stupefacenti è disciplinato dall’art. 73 del D.P.R. 309/1990. Le pene variano in base al tipo di droga:
Per droghe pesanti (es. cocaina, eroina): – Reclusione da 6 a 20 anni; – Multa da 26.000 a 260.000 euro.
Per droghe leggere (es. cannabis, hashish): – Reclusione da 2 a 6 anni; – Multa da 5.164 a 77.468 euro.
È importante sapere che non serve essere colti nell’atto di cedere la sostanza: basta la detenzione oltre le soglie consentite, salvo prova contraria, per far scattare l’accusa di spaccio.
L’obiettivo principale del nostro Studio Legale Penale a Napoli, fondato dall’avvocato penalista Gaetano Passante e con sede principale a Napoli, è garantire assistenza legale di qualità e tutelare i diritti dei nostri assistiti.
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Quanti grammi sono considerati uso personale?
Il decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2006 stabilisce le soglie massime oltre le quali il possesso non può più essere considerato uso personale.
Ecco una sintesi dei limiti previsti divise per Quantità Massima Detenibile (in mg di principio attivo)/Sostanza lorda in grammi o nr. di compresse/Numero di dosi o assunzioni:
Eroina: 250 mg (1,7 g) – 10 dosi Cocaina: 750 mg (1,6 g) – 5 dosi Cannabis, marijuana, hashish: 500 mg (5 g) – 15/20 dosi MDMA (ecstasy): 750 mg (5 compresse) – 5 dosi
Chi possiede quantità superiori a queste soglie può essere accusato di spaccio, salvo dimostrazione del contrario.
Come è noto, l’art. 75 del D.P.R. 309/90 prevede l’applicazione di sanzioni amministrative che riguardano la sospensione o il divieto di conseguimento per un pe-riodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno, di una o più licenze, tra cui la patente di guida, il passaporto ed equipollente, il porto d’armi e il permesso di sog-giorno per motivi di turismo.
Il comma 14 del citato articolo prevede, altresì, che “se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuità della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il Prefetto può definire il pro-cedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno”.
Cosa si rischia per chi viene sorpreso a fare uso personale di droga?
L’art. 75 del D.P.R. 309/90 prevede l’applicazione di sanzioni amministrative che riguardano la sospensione o il divieto di conseguimento per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno, di una o più licenze, tra cui la patente di guida, il passaporto ed equipollente, il porto d’armi e il permesso di soggiorno per motivi di turismo.
Il comma 14 del citato articolo prevede, altresì, che “se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuità della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il Prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno”.
Anche in tali casi, tuttavia, rivolgersi ad un avvocato penalista che possa sfruttare determinati elementi a favore del contravventore, al fine di evitargli una delle fastidiosissime sanzioni predette, può rivelarsi molto utile.
L’avvocato penalista Gaetano Passante ha più volte difeso i propri assistiti riuscendo ad ottenere la chiusura del procedimento mediante un semplice invito a non fare più uso delle sostanze, evitando loro in tal modo ulteriori spiacevoli conseguenze.
Avvocato per spaccio di stupefacenti
In sintesi: – L’uso personale di droghe non è reato, ma è comunque illecito e può comportare sanzioni amministrative. – Lo spaccio è invece un reato anche grave, con pene severe anche in assenza di cessione diretta. – Il confine tra uso e spaccio si basa su quantità, circostanze e strumenti rinvenuti.
Se sei accusato di spaccio e hai ricevuto una denuncia, anche a piede libero, è importante prepararti ad affrontare un processo penale. La difesa in questi casi è fondamentale, e affidarsi a un avvocato penalista esperto in materia ti permetterà di valutare la strategia difensiva migliore per il tuo caso.
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